Il Museo | Palazzo Fabroni | Arti Visive Contemporanee
Mostra "Come afferrare il vento" di Federico Gori. Palazzo Fabroni - dal 9 maggio al 26 luglio
Palazzo Fabroni, Federico Gori, Arte, Arte Contemporanea, Pistoia, Come afferrare il vento
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PALAZZO FABRONI

DA CASA-TORRE A RESIDENZA NOBILIARE A EDIFICIO PUBBLICO

La trasformazione dell’antico edificio, che si attesta su via Sant’Andrea dirimpetto alla pieve romanica con il pulpito di Giovanni Pisano, è stata lunga e travagliata.
Il nucleo più antico, appartenuto intorno alla metà del Trecento alla nobile famiglia pistoiese dei Dondori, era costituito da una tipica casa-torre, il cui orto confinava sul retro con le mura della seconda cerchia della città.
All’inizio del XVII secolo i Fabroni, già proprietari di altre casa nella zona, acquistarono la dimora dei Dondori e alla metà del secolo successivo (1748-1769), per volere di Atto Fabroni, tutti i nuclei abitativi ancora separati furono riuniti in una ristrutturazione complessiva che conferì al palazzo l’aspetto attuale, con la nuova facciata elegante e scenografica, caratteristica per il suo andamento curvilineo.

I Fabroni, proprietari anche della villa e della fattoria di Celle, sede attualmente della prestigiosa collezione di arte ambientale, mantennero la dimora cittadina, fornita di una ricca galleria di quadri e di una notevole biblioteca, fino al 1842.
Divenuto proprietà della Comunità civica di Pistoia nel 1861, il palazzo, destinato nel corso degli anni ad usi incongrui, fu variamente ristrutturato e trasformato nella distribuzione interna degli spazi. Sede prima della Sottoprefettura e dal 1928 al 1945 della Federazione del Partito fascista, venne poi usato come scuola media statale. Successivamente il lungo restauro, a cura dell’ufficio tecnico comunale, liberò la struttura architettonica dalle modifiche e superfetazioni otto-novecentesche e riportò in luce elementi preesistenti delle case-torri trecentesche, delle quali alcune parti sono visibili nel salone del piano nobile.

CENTRO DI ARTI VISIVE CONTEMPORANEE

Al termine degli interventi di recupero, la storia recente del palazzo inizia negli anni 1990-1993 con la scelta da parte dell’Amministrazione Comunale di destinare il primo e secondo piano allo svolgimento di attività espositive di arte contemporanea. Dopo le prime tre mostre dedicate rispettivamente a Fernando Melani (1990), a Gianni Ruffi (1990) e a Umberto Buscioni (1992), tra il 1993 e il 2002 ha avuto luogo un’attività espositiva che ha visto nel corso degli anni succedersi una serie di mostre personali e tematiche su protagonisti dell’arte italiana, attivi negli anni Sessanta e ormai affermati in campo internazionale: Jannis Kounellis (1993); Renato Ranaldi (1994); Luciano Fabro (1994/1995); Oltreluogo. Bassiri, Garutti, Messina, Nunzio, Pirri, Tirelli (1995); Michelagelo Pistoletto. Le porte di Palazzo Fabroni (1995/1996); Enrico Castellani (1996); Roberto Barni. Affezioni (1997); Diego Esposito. Passaggi (1998); Daniele Lombardi. Babele (1998/1999); Archipelago. Architettura sperimentale 1959/1999 (1999); Giuseppe Uncini (2000); Giuseppe Chiari (2000); Abitanti (2001); Continuità (2002); Sonde (2004).

Questa programmazione ha fatto sì che Palazzo Fabroni si candidasse come uno degli spazi illustri dell’arte contemporanea, consolidandone il ruolo nell’intera area metropolitana. Successivamente, dal 2004 al 2007, l’edificio è stato chiuso per importanti lavori di restauro e ristrutturazione realizzati grazie al cofinanziamento della Regione Toscana, al termine dei quali il palazzo è stato riaperto al pubblico con la mostra monografica di Claudio Parmiggiani (2007/2008).

DA SPAZIO ESPOSITIVO A MUSEO

A partire dalla primavera del 2009, forte dell’esperienza e dell’eredità culturale di quasi vent’anni di attività nel campo delle arti visive contemporanee, una nuova fase di programmazione è volta all’intento principale di fare di Palazzo Fabroni un luogo di riferimento permanente nella topografia culturale della città: un museo, quindi, non solo come spazio espositivo, ma sempre più luogo di incontro e di riflessione sull’arte, struttura aperta che dialoga con la città e che propone a tutti occasioni di conoscenza, studio e approfondimento dei linguaggi e delle problematiche dell’arte contemporanea, in modo multidisciplinare, con grande attenzione al ruolo educativo e alla didattica. In altri termini l’obiettivo è quello di arrivare progressivamente a considerare Palazzo Fabroni non tanto come uno spazio espositivo dotato anche di una collezione permanente quanto piuttosto, ribaltandone il punto di vista, come un museo dell’arte moderna e contemporanea, adeguato agli standard (permanentemente aperto al pubblico, attivo sul piano della didattica e della comunicazione, organizzato per la conservazione e valorizzazione dei beni, dotato di specifiche politiche di incremento delle raccolte), con le sale del secondo piano destinate alle mostre temporanee.

Nel triennio 2009/2011 sono da considerare orientate in questa direzione: nel dicembre del 2009, l’adesione all’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), una rete di luoghi aperti alla sfida dell’arte di oggi, impegnati a costruire nel nostro Paese un sistema museale per l’arte contemporanea, e farlo conoscere al grande pubblico; nel novembre del 2010 la riapertura dell’accesso da via Sant’Andrea, una sorta di nuovo ‘asse viario’ di collegamento col retrostante giardino su via Santa; nella primavera del 2011, l’allestimento della ricca collezione permanente al piano nobile del palazzo e la conseguente destinazione delle sale del secondo piano alle mostre temporanee.
Perseguendo l’obiettivo della progressiva e complessiva funzione museale, educativa e culturale di Palazzo Fabroni come destinazione d’uso di grande pregio, fascino e bellezza (basti pensare alla magnifica enfilade di porte corrispondenti alla scenografica facciata curvilinea), in costante dialogo con la città, il piano di recupero di tutti gli spazi dell’edificio settecentesco a tale funzione procederà con gli interventi, di prossima realizzazione, relativi alla riqualificazione estetico-funzionale del giardino e al recupero di alcune sale del pianoterra a funzione museale.

LA COLLEZIONE PERMANENTE DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

Inaugurata nel 1997 e costituita da fondi civici originari, acquisizioni e donazioni, la raccolta consente un itinerario attraverso il panorama artistico dell’arte contemporanea dal dopoguerra ai giorni nostri. Intorno al grande salone centrale a doppio volume del primo piano, individuato come luogo privilegiato per la riflessione sull’arte anche grazie all’imponente Scultura d’ombra di Claudio Parmiggiani sulle pareti, il percorso inizia con le sale monografiche che ospitano le opere di Mario Nigro, Gualtiero Nativi e Agenore Fabbri. Pistoiesi di nascita, si tratta di artisti che hanno svolto la maggior parte della loro attività fuor di Toscana percorrendo, a livello nazionale, la strada dell’Astrattismo e dell’Informale. Interamente dedicata al pistoiese Fernando Melani è la sala in cui sono collocate opere di dimensioni maggiori e particolari ‘progetti’ non ubicati nella casa-studio di Corso Gramsci. Un particolare approfondimento documentario è riservato proprio all’abitazione dove Melani ha vissuto e operato a partire dal secondo dopoguerra occupandone progressivamente tutti gli ambienti, in un’azione di totale interazione con lo spazio e le opere in esso contenute. La casa-studio si presenta pertanto come un naturale compendio alla visita di Palazzo Fabroni, oltre che come un elemento importante e singolare del sistema museale cittadino.

Il percorso museale prosegue con le sale collettive che ospitano le opere donate al Comune di Pistoia da molti degli artisti intervenuti dal 1990 a Palazzo Fabroni con mostre personali o tematiche. I nuovi linguaggi dell’arte contemporanea – dall’Arte Povera al Concettuale, dalla Minimal Art alla Poesia visiva – vi si trovano testimoniati con opere di tutto rilievo di Roberto Barni, Bizhan Bassiri, Umberto Buscioni, Enrico Castellani, Giuseppe Chiari, Diego Esposito, Luciano Fabro, Alberto Garutti, Jannis Kounellis, Daniele Lombardi, Vittorio Messina, Nunzio, Claudio Parmiggiani, Alfredo Pirri, Renato Ranaldi, Gianni Ruffi, Daniel Spoerri, Marco Tirelli. Nell’autunno del 2011 la collezione si è arricchita di undici ritratti fotografici di artisti donati da Aurelio Amendola al Comune di Pistoia: alcuni (Barni, Buscioni, Fabbri, Parmiggiani, Ruffi) sono stati selezionati e disposti per dialogare direttamente con le opere che di quegli stessi artisti sono presenti nella raccolta; agli altri (Burri, Castellani, De Chirico, Kounellis, Marini, Warhol) è dedicata un’intera sala al primo piano dell’edificio settecentesco. Il percorso si conclude con le immagini con cui Mario Carnicelli documentò la partecipazione alle esequie di Palmiro Togliatti nell’agosto del 1964 e con l’installazione ‘site specific’ Underground n° 02, pensata ‘ad hoc’ da Federico Gori per la sala del museo.

LE MOSTRE TEMPORANEE 2008/2017

Negli ultimi anni le mostre temporanee destinate ad affrontare i temi insiti nel rapporto fra arte contemporanea e paesaggio [Arte/Natura – Natura/Arte (2009/2010), Viaggio in Italia (2010/2011), Oltre il giardino. L’idea del giardini nell’arte contemporanea. Un omaggio a Pietro Porcinai (2013)] si sono alternate a quelle dedicate alle esperienze più significative di artisti pistoiesi, mettendo in evidenza come tali esperienze disegnino percorsi assolutamente originali, ricchi di molteplici echi culturali, di profilo tutt’altro che provinciale

[Remo Gordigiani. Il futuro nel passato (2008/2009), Arte del XX secolo nelle collezioni delle Fondazioni bancarie di Venezia e Pistoia (2010), Luciano Fabro/ Fernando Melani (2012/2013), Gianfranco Chiavacci/Fotografia totale/Sperimentazioni fotografiche  (2013/2014), C’era Togliatti. Fotografie di Mario Carnicelli (2014), Giorgio Ulivi (2014/2015), Federico Gori | Come afferrare il vento (2015), Romanzo Pistoia – Nuovi inizi (2016), Un giardino nuovo per Palazzo Fabroni (2016), Natalininvideo | Adolfo Natalini dipintore (2016/2017)].

LE MOSTRE DI PISTOIA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2017

GIOVANNI FRANGI • PRÊT-À-PORTER
5 febbraio – 1 maggio 2017
a cura di Giovanni Agosti

OMAGGIO A GIOVANNI PISANO
18 giugno – 20 agosto 2017
a cura di Roberto Bartalini, con la collaborazione di Sabina Spannocchi

CASA-STUDIO FERNANDO MELANI

La casa-studio dell’artista pistoiese Fernando Melani (1907-1985) può essere considerata testo di eccellenza per lo studio dell’arte contemporanea, oltre che elemento importante e singolare del sistema museale cittadino.
Acquistata dal Comune di Pistoia nel 1987 insieme alle oltre 2800 opere in essa contenute (‘esperienze’ le chiamava lo stesso Melani) e successivamente restaurata nel pieno rispetto dell’edificio e dei suoi contenuti, si tratta di un esempio unico di spazio dove in perfetta unità si riflettono l’intera esperienza artistica dell’autore e il suo itinerario di ricerca attraverso i principali movimenti dell’arte della seconda metà del Novecento, dall’Arte Povera, all’Arte Concettuale e alla Minimal Art. Nei diversi ambienti una gran quantità di opere occupano i soffitti, le pareti, i pavimenti, secondo la disposizione che Melani stesso gli aveva dato fin dalla loro realizzazione. Nel 2005 la collezione civica si è arricchita a seguito del lascito testamentario di Donatella Giuntoli, costituito da 148 opere di Melani, in parte donatele dall’amico artista, di cui è stata conoscitrice profonda, in parte da lei stessa acquistate.
La visita fra cumuli di materiali sedimentati, sperimentazioni sui metalli, lamiere e fili di ferro che pendono dai travicelli del soffitto, è un percorso intenso e ricco di suggestione lungo le tracce del pensiero di questo straordinario protagonista dell’arte del Novecento italiano.

SEDE
Casa-studio Fernando Melani
corso Gramsci 159 – Pistoia

MODALITÀ DI VISITA
ogni ultimo sabato del mese, dalle ore 10.30 alle ore 11.15 e dalle ore 11.30 alle ore 12.15, visite per gruppi formati da un massimo di 8 persone su prenotazione da effettuare, entro le ore 13.00 del venerdì precedente la visita, al numero di Pistoiainforma 800 012146. Punto di ritrovo del gruppo: ingresso della casa-studio Fernando Melani (corso Gramsci 159), dieci minuti prima dell’inizio della visita

BIGLIETTI
Ingresso libero

 

Non accessibile ai non deambulanti

 

Per informazioni
tel. 0573 371279
al.giachini@comune.pistoia.it

REFERENTI E CONTATTI

Comune di Pistoia
Servizio Educazione e Cultura
Unità Operativa Musei e Beni Culturali

Responsabile
Elena Testaferrata
0573 371214
e.testaferrata@comune.pistoia.it

Staff

Elisabetta Bucciantini
0573 371278
e.bucciantini@comune.pistoia.it

Lisa Di Zanni
0573 371277
l.dizanni@comune.pistoia.it

Anna Laura Giachini
0573 371279
al.giachini@comune.pistoia.it

Servizi di supporto
Alma Filoni

Servizio vigilanza e accoglienza
RTI – Soc. Coop. Itinera (Livorno)
e Soc. Coop. Sociale Consorzio Metropoli (Firenze)

Per informazioni
tel. 0573 371817
fabroni.artivisive@comune.pistoia.it