Giovanni Frangi | Prêt-à-porter | La Mostra
Mostra "Come afferrare il vento" di Federico Gori. Palazzo Fabroni - dal 9 maggio al 26 luglio
Palazzo Fabroni, Federico Gori, Arte, Arte Contemporanea, Pistoia, Come afferrare il vento
77
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-77,eltd-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,borderland-ver-1.1, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,fade_push_text_right,paspartu_enabled,paspartu_on_top_fixed,paspartu_on_bottom_fixed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

GIOVANNI FRANGI

PRÊT-À-PORTER

5 FEBBRAIO – 1 MAGGIO 2017

inaugurazione 4 febbraio 2017 ore 17.30

a cura di Giovanni Agosti

P

rêt-à-porter è un progetto in cui il luogo e la sua particolare configurazione diventano parte determinante del processo creativo dell’artista. Le sale settecentesche di Palazzo Fabroni offrono un’ulteriore possibilità di espressione alla ricerca di Frangi, che, come già avvenuto (per esempio a Villa Panza a Varese e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), trova ispirazione da un luogo preciso. L’esposizione è infatti concepita interamente per gli spazi che la accolgono e più lavori sono realizzati apposta, tra cui quello che occupa la passerella affacciata sul salone del piano nobile.

Ogni singola opera si lega al contesto architettonico e storico dell’edificio, in un equilibrio compositivo pensato non solo in modo specifico per le sale del museo, ma anche in relazione con due tra gli esempi più illustri del patrimonio artistico di Pistoia: l’ex ospedale del Ceppo con il fregio robbiano e la pieve romanica di Sant’Andrea con il pulpito di Giovanni Pisano.

Le sale di Palazzo Fabroni rivolte verso il fregio policromo in terracotta invetriata sulla facciata del Ceppo presentano lavori in cui i colori sono protagonisti con immagini di selve, boschi, fiumi e ninfee. Dall’altra parte, gli ambienti con finestre che si aprono sulla facciata bicroma della chiesa di Sant’Andrea ospitano opere analoghe ma in cui l’artista ricorre solo al bianco e al nero.

Il lavoro di Giovanni Frangi, che si contraddistingue per una continua osservazione dei fenomeni naturali, procede – dal 1997 – in parallelo con le ricerche, sul passato e sul presente, del critico d’arte Giovanni Agosti. Le mostre scaturite dal loro dialogo hanno prodotto una serie di volumi, che costituiscono momenti di una ricerca sulle possibilità di rappresentazione di un’idea poetica, attraverso forme grafiche continuamente mutevoli.

Giovanni Frangi nasce a Milano nel 1959; vive e lavora a Milano. Dopo essersi diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera, esordisce nel 1983 in una mostra alla Rotonda della Besana a Milano, Giovani pittori e scultori italiani, cui segue, nello stesso anno, la prima personale alla Bussola di Torino. Del 1986 è l’esposizione alla Galleria Bergamini di Milano: il catalogo contiene un testo di Achille Bonito Oliva. Seguono numerose personali in Italia e all’estero, in spazi pubblici e privati, tra cui si ricordano: La fuga di Renzo nella Sala del Cenacolo a Montecitorio (Roma, 1998); Demasiado tarde da Kwai Fung Hing Gallery (Hong Kong, 1999); Il richiamo della foresta presso il Palazzo delle Stelline (Milano, 1999); Paintings and papers 1999-2000 da J.J. Brookings Gallery (San Francisco, 2000); Viaggio in Italia alla Galleria dello Scudo (Verona, 2001); Twelve months da Ruth Bachofner (Los Angeles, 2001); Nobu at Elba alle Scuderie di Villa Panza (Varese, 2004); Take-off alla Galleria dello Scudo (Verona, 2004); View-Master alla Galleria Poggiali e Forconi (Firenze, 2006); Pasadena, un ciclo di incisioni presentate nel 2008 alla Galleria d’Arte Moderna di Udine e successivamente a Francoforte, Bolzano, Novate Milanese, Rapallo, Monza, Passariano e Padova; MT2425 all’Oratorio di San Lupo (Bergamo, 2008); La règle du jeu al Teatro India (Roma, 2010) e al Museo Diocesano (Milano, 2011); Giardini pubblici al MART (Rovereto, 2010). Nel 2011 Straziante, meravigliosa bellezza del creato raccoglie in undici stanze di Villa Manin (Passariano di Codroipo) una sequenza poetica dei lavori dal 2006 al 2011 e nel 2013 si inaugura Sheherazade al Museo Nazionale di San Matteo, a Pisa. Nel 2014 è la volta di Paradisi artificiali da Raphael12 (Francoforte) e della realizzazione di un grande stendardo per il MAXXI di Roma: si tratta di Mollate le vele. L’apertura del nuovo Orto Botanico dell’Università di Padova è lo spunto per una nuova mostra personale, Alles ist Blatt. Il 2014 è anche l’anno del primo intervento in un luogo sacro, la chiesa di Santa Gianna Beretta Molla a Trezzano sul Naviglio, e di Lotteria Farnese, personale monumentale nella Sala della Meridiana del Museo Nazionale Archeologico di Napoli. Nel 2015 espone a Milano alla M77 Gallery La legge della giungla. Ha partecipato nel 2003 e nel 2011 alla Biennale di Venezia. Nel 2016 espone Settembre a Roma a Palazzo Poli all’Istituto centrale della grafica con una tre cicli di opere su carta e Usodimare al Camec di La Spezia, una retrospettiva sul tema dell’acqua. Nel 2008 Feltrinelli ha pubblicato Giovanni Frangi alle prese con la natura, raccolta dei saggi di Giovanni Agosti dedicati al suo lavoro.

DOWNLOAD

Scarica il comunicato stampa